La classe

28 settembre 2012


Associazione Arte e Salute onlus

Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna

La classe

di Nanni Garella

dalla partitura scenica di Tadeusz Kantor

con

Nicola Berti, Giorgia Bolognini, Luca Formica, Pamela Giannasi,

Maria Rosa Iattoni, Iole Mazzetti, Fabio Molinari, Mirco Nanni, Lucio Polazzi,

Deborah Quintavalle, Moreno Rimondi, Roberto Risi

Prosegue la collaborazione tra Nuova Scena Arena del Sole Teatro Stabile di Bologna e Arte e Salute onlus, nel quadro di “Arte e Salute nell’Arena del Sole”, progetto di residenza realizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e il Servizio Sanitario Regionale – Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna.

La condivisione di questo percorso iniziato nel 1999 e che ha già riscosso notevoli successi e riconoscimenti tra cui il Premio Ubu, si è consolidata in un lungo percorso di sperimentazione di un modello operativo inconsueto e innovativo, che mette a confronto un importante teatro nazionale con una realtà artistica nata nell’ambito del disagio e dell’esclusione sociale.

Spettacolo culto del Novecento, La classe morta è sconosciuto alle giovani generazioni e a chi non ha potuto vederlo nelle sue tournée italiane, perché, dopo la morte del suo autore, Tadeusz Kantor, non è stato mai più rappresentato.

Il geniale pittore e regista polacco ha lasciato un segno indelebile nel teatro e nell’arte dell’ultimo scorcio del secolo passato, costruendo una delle più inquietanti rappresentazioni del rapporto imprescindibile dell’uomo con la morte, tema che, a parere di Kantor, la società contemporanea rifugge dall’affrontare, per rincorrere una vita di facili e avide conquiste di benessere materiale.

Lo sviluppo di questa bellissima e toccante partitura scenica è affidato a una dozzina di vecchietti, persone ormai trapassate in una sorta di limbo: l’aula scolastica, nella quale essi hanno trascorso i giorni ineffabili dell’infanzia, i giorni che tornano solo nei ricordi, a volte vividi e pieni di energia, a volte stanchi e melanconici, a volte lancinanti come cose irrimediabilmente perdute.

Il risultato è che questa rappresentazione della morte si trasforma in un trepidante, violento, commovente inno alla vita; una vita tutta ormai vissuta che ritorna nella sua pienezza solo a patto di fare i conti con il nulla della morte.

Ho pensato di affidare la testimonianza di questa gigantesca tragedia moderna agli attori di Arte e salute, nella convinzione che essi siano tra i pochi interpreti possibili de La classe morta.

L’infanzia ha per loro un significato molto particolare: forse più che per altri, essa è separata dal resto della vita, come divelta dallo scorrere naturale della maturazione e dell’età; e sarà per loro più facile che per altri rappresentare la bellezza e l’insostituibile pienezza di felicità del mondo perduto dei banchi di scuola.

Nanni Garella

con la collaborazione di

Enti sostenitori di Arte e Salute

Dal 7 al 21 novembre 2013
h 21.15 – domenica h 17 – lunedì riposo
Bologna, Teatro delle Moline


Commenti (1)

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  1. giuliano musi scrive:

    ho visto lo spettacolo Studio su “La classe morta” è sono rimasto meravigliato dalla forza delle scene e dalla capacità espressiva degli attori

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