Il 27 febbraio, al teatro di Villa Mazzacorati, il reading conclusivo dei laboratori di scrittura autobiografica degli utenti dei SerDP e CSM dell’AUSL di Bologna

23 febbraio 2024

È terminato il ciclo dei laboratori che anche per il 2023 hanno accolto utenti dei SerDP Est, Ovest, San Lazzaro di Savena e San Giovanni in Persiceto e dei Centri di Salute Mentale Saragozza, Navile e San Pietro in Casale, oltre che utenti afferenti all’Abitare Supportato e al Progetto IESA in rete con Refugees Welcome e Piazza Grande. Le attività – che hanno avuto luogo presso la Biblioteca comunale Natalia Ginzburg, Casa di Tina e il Centro Sottosopra di Anzola dell’Emilia – hanno dato vita a testi densi di esperienze ed emozioni, condivise tra utenti e professionisti. I testi, frutto del lavoro svolto, saranno il cuore del reading conclusivo che si terrà al teatro di Villa Mazzacorati il 27 febbraio alle 18:30.

Un testo poetico, un testo letterario sono diventati per gli utenti, nel corso dei laboratori, stimoli per riflettere sul proprio percorso, pensare a diverse situazioni, narrarsi come identità e narrare la realtà. Letteratura e scrittura autobiografica si sono dunque trasformati in strumenti terapeutici grazie ai quali sono stati raccolti testi con cui utenti e professionisti si racconteranno alla città, grazie anche alle letture di Cristina Nuvoli, Edoardo Galeotti, Marco Russo, Simone Laterza, Stefano Cittadino della compagnia Arte e Salute Ragazzi diretti da Daniela Micioni e Margherita Molinazzi.

In Azienda USL i laboratori di scrittura autobiografica sono frutto di un progetto condiviso dai professionisti del DATeR (Direzione Assistenziale Tecnica e Riabilitativa), nato da un corso di formazione di Ornella Mastrobuoni della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, punto di riferimento nazionale per le pratiche autobiografiche.

Le persone che accedono ai servizi per le dipendenze patologiche o ai centri di salute mentale hanno spesso una storia di vita frammentata: la malattia e la dipendenza rischiano di diventare l’unica possibile definizione di sé. Nella narrazione autobiografica c’è la possibilità per i pazienti di riprendere le fila della propria storia di vita, con una valenza terapeutica e sociale. Gli educatori “accompagnano” e “dialogano”: le biografie degli operatori e delle persone che si rivolgono ai servizi spesso entrano in risonanza e la pratica autobiografica può diventare occasione di dialogo tra storie di vita.

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