La dodicesima notte

4 novembre 2020


Emilia Romagna Teatro Fondazione e Associazione Arte e Salute Onlus

La dodicesima notte

di William Shakespeare

traduzione e adattamento Nanni Garella

con Stefano Bicocchi in arte Vito, Matteo Alì, Daniele Molino, Martina Tinnirello

e gli attori della compagnia Arte e Salute Luca Bandiera, Nicola Berti, Barbara Esposito, Luca Formica, Pamela Giannasi, Filippo Montorsi, Mirco Nanni, Moreno Rimondi, Roberto Risi

 regia Nanni Garella

assistente alla regia Nicola Berti

direttore di scena Davide Capponcelli

costumi Elena Dal Pozzo

luci Luca Diani

suono Andrea Melega

elementi scenici a cura del Laboratorio di Emilia Romagna Teatro Fondazione

 produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

in collaborazione con Associazione Arte e Salute, Regione Emilia Romagna – Progetto “Teatro e salute mentale”

Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Bologna

Lavoro e comunità: questi i cardini dell’oltre ventennale percorso iniziato da Nanni Garella nel 1999 all’interno del Dipartimento Salute Mentale di Bologna, con l’ambizione di dare vita a un gruppo teatrale di attori professionisti. Alla base del progetto c’è una visione della cura psichiatrica non solo come terapia medica strettamente legata ad atti sanitari ma come attenzione costante alla soggettività delle persone, per scoprirne attitudini, talenti e capacità rimaste inespresse. È da questo desiderio – e dal fortunato incontro tra Nanni Garella, Filippo Renda e Angelo Rossi – che nasce Arte e Salute. Inizialmente viene avviato, con la collaborazione della Provincia di Bologna, un corso di formazione, una sorta di “accademia” diretta da Garella stesso – attore e regista che ha lavorato tra i tanti con Aldo Trionfo e Massimo Castri – con il supporto di altri docenti e del personale del Dipartimento Salute Mentale di Bologna. Con i diplomati di quel corso ha preso vita Arte e Salute Onlus, la compagnia di attori che dal 2000 ha realizzato oltre 25 produzioni. Spettacoli in cui i pazienti-attori, hanno recitato spesso insieme ad affermati interpreti della scena italiana. Dal 2007 la compagnia ha visto la collaborazione stabile con Nuova Scena-Arena del Sole, proseguita poi dal 2014 con Emilia Romagna Teatro Fondazione. Un lavoro senza eguali in Italia e che ha varcato anche i confini nazionali, grazie alle numerose tournée: da Barcellona e Pechino nel 2015 fino al Giappone nel 2018 con La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat di Peter Weiss. Per la nuova produzione della compagnia, Nanni Garella sceglie un testo di Shakespeare, La dodicesima notte, dirigendo in scena Vito e gli attori di Arte e Salute.

“Sì, l’arte incide sulla realtà; l’arte spesso riempie i vuoti simbolici che si creano nei turbini della storia; l’arte è libera difronte alla morale comune; e Shakespeare è uno dei poeti più incisivi nella nostra evoluzione antropologica. La sua intuizione dei cambiamenti si proietta sul futuro, che è il nostro presente: dall’esistenzialismo di Amleto alla deliberata confusione dei sessi attraverso i travestimenti di Rosalinda e di Viola, dalla potenza dell’amore al femminicidio di Desdemona e Emilia, dalla saggezza amara di Prospero alla soave, sorprendente sapienza dei Matti. La dodicesima notte contiene molti di questi elementi. La confusione dei sessi – Viola è un giovane attore, travestito da ragazza, che diventa Cesario, un giovane ragazzo; la potenza dell’amore – Viola ama il Duca Orsino, che ama Viola, che ama il giovane Cesario; e poi due matti – Feste, un classico buffone di corte, e Malvolio, il puritano che ammattisce perché vilipeso e beffato. La dodicesima notte comincia con una fuga lirica accompagnata dalla musica, che si interrompe, poi ricomincia, poi si spezza. La sua trama, a singhiozzi, a squarci, somiglia a una concitata sinfonia. Ma la trama è un pretesto. I motivi poetici della commedia sono il travestimento e la follia: follia dell’amore, follia dell’equivoco, follia dei matti. I matti, tuttavia, sono gli unici saggi nella sarabanda dell’intreccio; protetti dalla loro follia, sono i soli a vivere in un mondo nudo, reale, senza infingimenti. Il giullare di Olivia – Feste – le canta a tutti, senza distinzioni di sesso o di classe sociale e partecipa agli eventi trasformandoli in una buffoneria generale. Il maggiordomo puritano e misantropo – Malvolio – beffato e deriso per la sua presunzione e la sua bigotteria, getta sul lieto fine della commedia un’ombra scura: il risvolto amaro e doloroso della pazzia indotta dal dileggio e dall’emarginazione. Quando questi matti troveranno una ragione esistenziale della loro follia, diventeranno Amleto.”

Nanni Garella

Con il contributo di:

comunedibologna_emblema_coleiebologna_cultura_col

Bologna, Teatro Arena del Sole, Sala Leo De Berardinis

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