Compagnia Senza Sipario

Elena Baredi, regista delle compagnie “Senza Sipario":


“Il teatro d’animazione e quindi quello dei burattini, rappresenta un canale affascinante e privilegiato per il rapporto con l’infanzia. Nel suo significato etimologico animare significa infondere “anima”, dare vita: usando la realtà, la cultura come suo prodotto e il territorio in modo creativo.

Se a creare ed infondere anima al burattino sono persone che hanno conosciuto la sofferenza psichica, l’impatto e la valenza assumono valori aggiunti di significato.

C’è un legame sottile e impenetrabile che lega la loro fantasia a quella dei bambini. Con grande semplicità i bambini e le bambine del laboratorio ascoltano consigli e mettono in pratica i suggerimenti dei loro “maestri” e con elegante tranquillità i “maestri” si fanno “pazienti” ad ascoltare le esigenze dell’infanzia.

Ecco dunque il duplice valore: la costruzione di un oggetto (il burattino) che appartiene all’immaginario collettivo, realizzato attraverso il superamento di tabù, di schemi rigidi e preconcetti che vedono il paziente psichiatrico non solo incapace di abilità e competenze, ma come colui che deve essere allontanato, non avvicinato.

Per quanto riguarda la seconda compagnia Senza Sipario, quella di Teatro d’Attore, questo gruppo di attori “speciali” ha suggerito e quasi imposto, durante gli anni di lavoro, una “pedagogia dell’agire teatrale” valida e avvincente basata sulle improvvisazioni, “sui deliri immaginiferi”, sulle “visioni sceniche”, sull’immaginare il personaggio e la scena senza sipari, senza veli,:offrendo un’anima, animando cioè, prima di tutto la stessa idea di teatro.

E’ già questo, di per se stesso, un incipit teatrale interessante.

Ecco perché parliamo di "innovazione teatrale.”
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