Arte e Salute festeggia 25 anni!
«La fragilità non è il contrario della forza. È una delle sue forme». Con le parole del Manifesto Poetico letto dagli attori e dalle attrici delle compagnie di prosa e ragazzi si è chiusa la serata con cui Arte e Salute APS, il 19 giugno, ha celebrato i suoi primi venticinque anni di attività nel Chiostro del Teatro Arena del Sole.
La ricorrenza ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura, della sanità e del terzo settore, testimoniando il riconoscimento che Arte e Salute ha saputo conquistare nel corso di un quarto di secolo di attività.
Nel corso della serata sono stati ripercorsi i momenti più significativi della storia dell’associazione, nata dall’incontro tra cultura e salute mentale e cresciuta fino a diventare un punto di riferimento nazionale. In questi venticinque anni Arte e Salute ha coinvolto circa 134 persone nei propri percorsi formativi e professionali, producendo 68 spettacoli teatrali tra prosa, teatro ragazzi e teatro di figura, portati in scena in circa 670 repliche che hanno raggiunto oltre 93.800 spettatori in Italia e all’estero.
Accanto all’attività teatrale, Psicoradio – il progetto radiofonico dell’associazione nato nel 2006 – ha realizzato oltre mille trasmissioni dedicate ai temi della salute mentale, contribuendo a contrastare stereotipi e pregiudizi attraverso una comunicazione professionale e innovativa.
Arte e Salute, nata da una progettualità condivisa con il Dipartimento di Salute Mentale di Bologna, ha sviluppato nel tempo collaborazioni stabili con Emilia Romagna Teatro, La Baracca – Testoni Ragazzi, il Comune di Bologna e la Regione Emilia-Romagna, dando vita a un modello riconosciuto anche a livello internazionale. Tra i principali riconoscimenti figurano il Premio Ubu, il Premio della Critica dell’Associazione Nazionale Critici Teatrali e il riconoscimento europeo “Star Project” assegnato dalla Commissione Europea.
La celebrazione del venticinquesimo anniversario è stata non solo un momento di festa e gratitudine verso tutte le persone che hanno contribuito a questa esperienza, ma anche l’occasione per riaffermare il valore della cultura come strumento di inclusione, partecipazione e crescita collettiva.
Il Manifesto Poetico ha restituito con particolare efficacia il senso di questo percorso: «Non siamo oggetti di cura. Siamo soggetti di cultura», hanno affermato gli attori, rivendicando il valore dell’arte come diritto, della relazione come forma di cura e della comunità come spazio in cui la fragilità può diventare risorsa condivisa.
A venticinque anni dalla sua nascita, Arte e Salute continua a rappresentare una delle più originali esperienze italiane di incontro tra cultura e salute mentale. Una realtà che, come ricordano le parole conclusive del Manifesto Poetico, sceglie ogni giorno «l’arte, la relazione e la cultura come strumenti di libertà» e che continua a costruire occasioni di lavoro, espressione e partecipazione per decine di persone.
«Il teatro mi ha restituito il mio nome. Guardatemi bene. Sono un’attrice»: forse nessuna frase pronunciata durante la serata sintetizza meglio il significato profondo di questi venticinque anni.
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