Al dutåur di mât

11 aprile 2011

Arena del Sole Nuova Scena Teatro Stabile di Bologna
Associazione Arte e Salute ONLUS

AL DUTAUR DI MAT
di Nanni Garella
da Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta


regia Nanni Garella
con Vito, Marina Pitta
Giorgia Bolognini, Luca Formica, Pamela Giannasi, Maria Rosa Iattoni
Iole Mazzetti, Fabio Molinari, Mirco Nanni, Lucio Polazzi, Roberto Risi, Roberto Rizzi

e con la partecipazione straordinaria di
Nanni Garella

scene Antonio Fiorentino luci Gigi Saccomandi costumi Claudia Pernigotti

regista assistente Gabriele Tesauri assistente alla regia Nicola Berti

Da quando ho sentito fluire la lingua limpida e cristallina del dialetto bolognese parlato da Mirco e Iole ne “Il linguaggio della montagna” di Pinter, ho cominciato ad immaginare un’opera recitata tutta in lingua bolognese. Dico “lingua” perché vorrei che avesse dignità, che non fosse soltanto vernacolo.

Così è nata l’idea di lavorare sulla commedia di Scarpetta e di adattarla alla lingua originaria dei nostri attori.

Edoardo Scarpetta usava rimaneggiare, con grande stile, commedie francesi di fine ottocento adattandole alla realtà napoletana di quegli anni; non restava che seguire il suo esempio.

“Il medico dei pazzi” è un titolo che ben si attaglia ad Arte e Salute: il tema dell’inversione del punto di vista nel guardare il mondo della follia, è trattato da Scarpetta con la leggerezza che gli è propria, ma con grande sapienza drammaturgica; e con sensibilità da grande scrittore nell’uso del dialetto.

Nel solco di una tradizione, tutta italiana, che va dalla Commedia dell’Arte a Goldoni, a Pirandello, a Eduardo, a Gadda, a Pasolini, l’uso del parlato dialettale affonda la lingua letteraria italiana nelle sue origini popolari e spesso restituisce un’immagine inconsueta del nostro paese, visto, per così dire, dal basso.

In questi anni c’è tanto bisogno di sane verità popolari, per guardare ai nostri difetti attraverso la risata della commedia, intravedendo, se possibile, qualche pregio del nostro essere italiani.

Ho chiesto a Vito di darci una mano in questa avventura “bolognese”. Ha accettato con entusiasmo e credo che ci divertiremo molto.

Nanni Garella

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